Il maggiore pittore Bergamasco del XVII secolo.

Oltre 100 opere suddivise in 9 sezioni: questi i numeri di un’esposizione che intende raccontare la storia di un protagonista della pittura del Seicento lombardo. La mostra inizia nella sede espositiva del Museo Adriano Bernareggi (La giovinezza di Carlo Ceresa e il tirocinio sulle stampe) per poi continuare nelle sale della vicina Accademia Carrara/ GAMeC. Qui il visitatore troverà, in un suggestivo allestimento, una ricognizione a volo d’uccello della pittura barocca a Bergamo, ai tempi di Ceresa. Un ampio affresco sulle principali presenze milanesi, venete, liguri, emiliane e toscane, a cui il pittore bergamasco oppone un linguaggio severo e realista. La visita prosegue indagando i suoi stupefacenti esordi di ritrattista negli anni di poco successivi al memorando contagio di manzoniana memoria. Sul fronte del ritratto il pittore si afferma come punto di riferimento dell’aristocrazia locale, immortalando le principali personalità del momento. La pittura di soggetto sacro sarà particolarmente indagata, dalla svolta degli anni quaranta, sancita dalla riflessione sui modelli di Daniele Crespi, alla stagione estrema. Il percorso si chiude con un approfondimento sull’eredità culturale, lasciata in consegna a uno dei grandi ritrattisti europei del Settecento: Fra’ Galgario.